martedì 17 giugno 2008

Primo "matrimonio" gay californiano... con rito Ebraico!

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Negli USA, anche la California da' il via al riconoscimento alle unioni omosessuali. È il secondo stato dell'Unione che segue il Massachusetts, dopo che un decreto della Corte suprema a legalizzato tali unioni. Il 15 Maggio scorso infatti, la suprema Corte ha annullato l'articolo del codice civile che definiva come matrimonio, "l'unione di persone di sesso diverso".

Così a Los Angeles, Robin Tyler e Diane Olson, sono state le prime a sfruttare la modifica della normativa. Peraltro il loro è stato uno dei ricorsi che hanno portato alla sentenza della Corte suprema che ha ammesso le unioni gay.
È da sottolineare poi, come si siano "sposate" con rito tradizionale ebraico, officiato - come il rito prevede - dal Rabbino della comunità.

Se non c'è da meravigliarsi al giorno d'oggi [segno dei tempi] che due lesbiche di religione ebraica, desiderino vedere riconosciuta anche in ambito religioso, la loro unione, è lecito domandarsi a quale "Legge" (Torah) si ispiri il sedicente rabbino per celebrare tale unione. [...]

mercoledì 11 giugno 2008

Uno sviluppo orizzontale ed "anonimo"...

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...per la nuovissima chiesa di S. Giuseppe Artigiano a Modena. La modernissima struttura che si intravede nella foto, non è un trampolino per i tuffi dai 10 metri, non è neppure le torre di controllo di un piccolo aereoporto... è bensì il campanile della chiesa.
L'elemento che dovrebbe svettare come obelisco verso il Cielo e sopra gli altri edifici (i minareti insegnano). Cosicchè da lontano, sia che fossimo in una piatta valle o su una pedemontana salita, potremmo con sicurezza individuare il luogo del Culto, il centro vivo di una viva Comunita religiosa.
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Difatto questo è ciò che abbiamo... un elemento tronco e monco. Un "porta-campane" più che un campanile. Un "pinnacolo del tempio" che può essere tale solo grazie ad ardite inquadrature (vedi la prima foto).
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Allora il nostro sguardo si volgerà alla ricerca dell'ingresso, del portale... Il varco "tra il sacro e il profano" (anche se per il Cristiano non v'è distinzione). Così scorrendo ampi spazi e ampi volumi

troveremo questa apertura, pertugio lo si potrebbe definire se rapportato al volume che la circonda. Certo alta, ma stretta per come appare, forse per evangelica memoria. Tristemente chiusa nel tempo feriale.



Così in quei giorni, ci dovremo servire dell'angusta porta laterale. Angusta, oscura, chiusa da un'orribile, anonima porta metallica.
Più l'entrata per un magazzino o un deposito che quella, seppur minore, al Tempio.













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Questo edificio, nell'insieme della sua struttura, con le sue piccole finestre simili a ferritoie, fa pensare più ad una fortezza, ad un bunker, che ha un luogo di culto. Non un luogo aperto sul mondo che si eleva a Dio, ma chiuso inaccessibile, che "si difende", che non si eleva, ma si "appiattisce" al suolo. Nulla rimanda al Sacro o alla Maestà Divina (se non forse la mole...). Se vi campeggiasse, in un punto qualunque, l'insegna di una banca non vi sarebbe di che stupirsi.
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A questa piccola, spoglia, fredda croce, è lasciato il compito del Simbolo, dell'identificazione del Luogo e del Suo Esistere. L'impossibile compito di richiamere chi distrattamente passa o distrattamente vive, a domandarsi il senso di questa costruzione. A trasmettere il richiamo ancestrale ad una breve sosta, per un riposo interiore che può valere una vita.

Segno dei tempi forse... di una Fede che si difende e che non brilla, che non sa affascinare e non ha il coraggio di mostrarsi se non apparire come una ingombrante mole, come questa "chiesa".

martedì 10 giugno 2008

Corriere della Sera - Boom pillola del giorno dopo tra under 20

ROMA - La maggioranza delle donne che prendono la pillola del giorno dopo sono under 20 (il 55 per cento), contro il 45 per cento che riguarda tutte le altre fasce d'età (cioè dai 20 ai 50 anni). A conferma che la pillola è divenuta ormai il contraccettivo di scelta per le giovanissime, lasciate sole (come peraltro i «colleghi maschi») da genitori e scuola sul fronte dell'educazione e della prevenzione. Sono i dati diffusi dalla sessuologa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia al San Raffaele di Milano, intervenuta al convegno «Politiche per un contrasto all'interruzione volontaria di gravidanza nelle donne a rischio», promosso dai ginecologi di Aogoi e Sigo. Se la pillola, come ha ricordato il presidente Sigo Giorgio Vittori, sta conoscendo un vero boom, con un aumento del 59 per cento delle vendite dall'immissione in commercio a oggi e un più 23 per cento in un solo anno, dal 2006 al 2007 (220 mila contro 270 mila) si deve dunque soprattutto alle giovanissime, che «la considerano un contraccettivo comune»

Divorzio (non) virtuale

Per il momento solo in Portogallo, grazie all'idea dell'avvocato e procuratore legale di Lisbona Januàrio Lorenço.
Basta un computer, accedere al sito divorcionahora.com, essere in possesso della carta d'identità elettronica con firma digitale.
Bastano dai 4 ai 20 minuti e, per ora, non costa neanche un centesimo. La convalida, dopo che sarà stata presentata la domanda al “registro civil”, può arrivare anche dopo alcuni mesi.

La pratica via internet è possibile solo se vi
è mutuo accordo e se non ci sono figli o beni in comune.
“Il nostro compito – spiega Lorenço, ideatore del "servizio"
- è quello di rendere più celere la trasmissione dei documenti e molto meno penosa la fine del rapporto (?). Adesso i nostri servizi sono gratuiti, ma presto cominceremo a esaminare, sempre online, anche i divorzi contenziosi. Quelli ce li faremo faremo pagare, anche se meno degli altri avvocati tradizionali”.

lunedì 9 giugno 2008

Addio Mamma e Papà...

DA LONDRA ELISABETTA DEL SOLDATO
Il governo britannico in­tende garantire nuovi diritti alle coppie omo­sessuali. Con un' iniziati­va, già criticata dall'oppo­sizione, il ministro per la Scuola e per l'Infanzia Ed Balls, ha proposto di vieta­re alle scuole elementari del Regno di usare nelle loro comunicazioni alle fami­glie i termini «mamma» e «papà» preferendo quello più generico di «genitori», per non urtare - ha spiega­to il ministro - la sensibilità di chi non appartiene a u­na famiglia "tradizionale".
La decisione è stata an­nunciata dopo una consul­tazione tra i membri dell'e­secutivo in seguito a un rapporto dell'organizzazio­ne per i diritti degli omo­sessuali Stonewall secondo la quale sarebbe «discrimi­natorio » continuare a chia­mare i genitori «mamma e papà». Se­condo Balls i bambini do­vranno essere educati all'i­dea che esistono genitori dello stesso sesso già dal­l'età di quattro anni per combattere, ha specificato, «le tendenze omofobiche e il bullismo radicate già nel­le scuole elementari». Alle medie e alle superiori poi, quando si parlerà di matri­monio, agli studenti sarà obbligatoriamente sottoli­neata l'esistenza delle u­nioni civili e dei matrimo­ni gay per invitarli, ha spie­gato ancora Balls, «alla tol­leranza».
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Peccato che "genitori" sta per "coloro che hanno generato"... Discriminatorio per una coppia omosessuale che è impossibilitata a generare figli, ma forse anche questa parola sarà messa al bando nelle scuole inglesi.